Scopri Casa Depero

Il progetto

Nel 1941 Fortunato Depero presenta la sua idea per una galleria permanente in cui esporre le sue opere. Nel 1955 gli viene offerto un spazio nella sua città: Rovereto.


Dopo una serie di proposte si decide di ristrutturare la casa dell’ex Monte dei pegni.

Sebbene il dettato futurista metta al bando ogni tipo di musealizzazione dell’arte, Depero fonda il primo e unico museo futurista d’Italia.

Tra il 1957 e il 1959 Depero si dedica instancabilmente al progetto museale, come testimoniano i numerosi schizzi con i quali definisce l’arredamento, le decorazioni e i rivestimenti.

“L’architettura (…) dovrebbe già di per se stessa dare e avere l’impronta del museo. Dovrebbe costituire il marchio di fabbrica, la sigla di attrazione, il fascino dell’ambiente e la veste di suggestiva propaganda nonché di onorifica e dignitosa ospitalità dell’opera”

Fortunato Depero

La Casa d'arte

L’idea di Fortunato Depero non era sempre stata quella di creare un museo monografico.

 

Nel 1919 aveva fondato, infatti, la Casa d’arte in cui si producevano oggetti d’arredamento, giocattoli e soprattutto i celebri quadri di stoffa.

 

La produzione degli arazzi è affidata alla moglie Rosetta Amadori e a poche volenterose operaie.

I quadri di stoffa, secondo l’artista, dovrebbero sostituire "con intenzioni ultramoderne ogni tipo di arazzo-gobelin, tappeti persiani, turchi, arabi, indiani, che oggi invadono qualsiasi distinto ambiente"

L’idea di Depero si evolve nel tempo. Negli anni '30 l’artista elabora un progetto legato all’artigianato trentino che possa trasformare la casa da atelier a officina. Solo negli ultimi anni della sua vita sogna un museo tutto per sé.

L'inaugurazione

La "Galleria Museo Fortunato Depero" apre al pubblico il 1° agosto 1959, solo in presenza dell’artista e delle autorità.

L’inaugurazione vera e propria con il pubblico, in programma per settembre, non ha mai luogo a causa del peggioramento delle condizioni di salute di Depero.

"Sul più bello della mia entusiastica attività, giunse il bastone del destino. A 66 anni (…) mi caddero pennelli, matite e penne e venni ricoverato in ospedale"

Fortunato Depero

Per ottenere lo spazio da dedicare alla sua galleria, Fortunato Depero aveva ceduto al Comune di Rovereto alcune opere.

Dopo essere stato colpito da un ictus, nel 1959, decide di trasferire tutto il suo patrimonio artistico al Comune in cambio di un vitalizio per sé e per l’amata Rosetta.

Depero morirà poco dopo: il 29 novembre 1960. Rosetta, invece, vivrà ancora 15 anni dopo la morte del marito.

Depero al Mart

Nel 1987 nasce il Museo di arte moderna e contemporanea con sede a Trento.

 

Il Mart si propone anche come centro di ricerca, integrando le proprie raccolte con i fondi dell’Archivio del ’900.

L’Archivio negli anni cresce con fondi sempre più prestigiosi. Il Comune decide così di affidare la cura del patrimonio di Depero al Museo che presto sarà trasferito a Rovereto, nella sede progettata ex novo dall’architetto Mario Botta.

 

Il Mart oggi amministra circa 3.000 oggetti fra dipinti, disegni, arazzi, manifesti, manufatti e giocattoli, oltre al vastissimo materiale documentario di Fortunato Depero.

Il restauro

Fra gli anni ’60 e gli anni ’90 la Galleria Museo Depero resta aperta saltuariamente. Alla fine degli anni ’90 si decide di procedere con un restauro che consenta di mettere a norma la struttura.

 

L’acquisizione della vicina Casa Caden rende così possibile la creazione di uno spazio per ingresso, bookshop, bagni e ascensore.

L’entrata alla Casa d’Arte Futurista Depero viene spostata in via dei Portici.

 

In via della Terra è ancora visibile l’insegna originale realizzata dall’artista dove un tempo c’era l’ingresso.

Casa Depero

Il restauro si pone l’obiettivo di rispettare il progetto originale ultimando gli ambienti che l’artista non aveva avuto l’opportunità di completare e di trovare uno spazio espositivo abbastanza ampio per le tarsie in panno.


La Casa riapre nel 2009, proprio nell’anno del centenario del Futurismo.

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