Depero dalla A alla Z

"Quando vivrò di quello che ho pensato ieri,
comincerò ad avere paura di chi mi copia"

Fortunato Depero

Automa

L’automa serve per drammatizzare il palcoscenico – scrive Depero nel 1927 – per sdoppiare, moltiplicare un personaggio nelle sue varie dimensioni. Nuovo personaggio-tipo delle sue tele, l’automa futurista parte da forme geometriche elementari, come il cono, il cubo, il cilindro.

Balli Plastici

Una delle prime sperimentazioni di teatro d’avanguardia con automi, nata dalla collaborazione di Depero con Gilbert Clavel. Gli attori sono marionette dai movimenti meccanici e rigidi: personaggi che richiamano i valori dell'infanzia, del sogno, del magico. I Balli Plastici furono musicati da Alfredo Casella, Gerald Tyrwhitt, Francesco Malipiero e anche da Bela Bartok con lo pseudonimo di Chemenov.

Complessi Plastici

Realizzati nel 1914-15 con materiali poveri (fili metallici, vetri, cartoni, carte veline) e meccanismi capaci di farli muovere, racchiudono il sogno di un’opera d’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica, dalla pittura alla scultura, alla musica, all’architettura.

Diabolicus

In un autoritratto così intitolato del 1931, Depero si raffigura montanaro e viaggiatore. Passioni che gli permettono una sintesi temeraria tra temperamenti contrastanti: l'attaccamento alle proprie radici e lo slancio verso il progresso. Depero "Diabolicus" trasforma le Dolomiti in grattacieli.

Editoria

Il rinnovamento totale desiderato dal Futurismo si rivela al massimo nelle "parole in libertà" e nelle "tavole parolibere" di Depero. Il libro imbullonato "Depero futurista" del 1927, in particolare, rappresenta un unicum per l’ardita impaginazione e l’uso audace dei caratteri tipografici. Depero rammenta l’ostilità dei tipografi che ogni dieci fogli scomponevano le pagine per recuperare i caratteri e poter proseguire.

Futurismo

Depero aderì con entusiasmo, giovanissimo, al movimento futurista. Ecco un esempio nelle parole del Manifesto fondante del Futurismo del 1909: "Vengano dunque, gli allegri incendiari dalle dita carbonizzate! Eccoli! Eccoli!... Suvvia! Date fuoco agli scaffali delle biblioteche!... Sviate il corso dei canali, per inondare i musei!... Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva, lacere e stinte su quelle acque, le vecchie tele gloriose!... Impugnate i picconi, le scuri, i martelli, e demolite, demolite senza pietà le città venerate!".

Guerra-Festa

In questa tela del 1924 la Prima Guerra Mondiale è trasfigurata in un carnevale dai colori accesi, dove perfino il sangue profuso in abbondanza è rappresentato come fiumi di birra a una fiera, in una sorta di 'pop art bellica'.

Hotel Fifth Avenue

In questo albergo di New York la signora Jacobson offrì "un sontuoso banchetto" per il carnevale del 1929, che impressionò Depero:

 

"L'immenso Hotel ha diciassette piani e 1704 appartamenti. Le altissime torri, foracchiate da milioni di quadratini, si alzano incantando. 10, 100, 1000, 10.000, un milione, dieci milioni di finestre accese. Dentro: milioni di banchetti; dentro: milioni di amori; dentro: milioni di scriventi, di leggenti, di dormenti e di danzanti. Milioni di minuscola umanità affaccendata dentro questa ciclopica, metrocubica meccanopoli; dentro questa babelimmensa manicomiofficina; dentro questo montagnepipedo dinamondo".

Industria

"Scopo di questa mia industria d'arte è in primo luogo di sostituire con intenzioni ultramoderne ogni tipo di arazzo-gobelin, tappeti persiani, turchi, arabi, indiani, che oggi invadono qualsiasi distinto ambiente".

Josephine Baker

Nel 1925 trionfa a Parigi lo spettacolo "La Revue Négre" con Josephine Baker, figlia del diavolo, serpente di fuoco, pugno di lampi e di seduzione. La modernità e l’audacia della messa in scena sono spinte in ogni senso. Fondali, quinte, balli, musica, costumi originali e accuratissimi.

 

Dinamismo nord-americano spremuto nei suoi aspetti essenziali; sovrapposizioni di prospettive metropolitane alternate a paesaggi e nature morte tropicali. Scorci di transatlantici: fumi, tubi, scale, cordame e imballaggi; visioni oblique di grattacieli guardati dal basso in alto; palme, cactus, banane, cocomeri giganteschi sezionati e aspramente dipinti con succo e ritmo scenografico.

Liriche Radiofoniche

Pubblicate nel 1934 per essere lette alla radio. Il carattere della lirica radiofonica deve essere spaziale, volitivo, sonoro, inaspettato, magico; sulla realtà che trasforma lo spettatore deve vibrare come un neon luminoso, come un’apparizione, un paesaggio e una visione cosmica.

Museo

Negli anni Cinquanta Depero progettò e realizzò, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo del Futurismo italiano, una curiosa e intelligente consacrazione della sua opera. Scomparso nel 1960 a Rovereto, Depero lasciò in eredità alla città tutto il suo patrimonio.

New York

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferirono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti durò dal novembre di quell'anno all’ottobre del 1930. Per Depero l'impatto con New York fu entusiasmante ma nello stesso tempo complicato. Qui l'artista aprì la Depero’s Futurist House, una filiale americana della Casa d’arte di Rovereto, senza però ottenere i riscontri sperati.

Ombra

"Città meccanizzata dalle ombre" è un dipinto sospeso in un’atmosfera fiabesca senza tempo. L’idea stessa dell’ombra proiettata da un corpo sul terreno incanta Depero, che la considera una sorta di automa ante litteram. Fu commentata da una novella di Carlo Belli di grande suggestione.

Pubblicità

L'arte della pubblicità è decisamente colorata, obbligata alla sintesi. Arte fascinatrice che arditamente si piazzò sui muri, sulle facciate dei palazzi, nelle vetrine, nei treni, sui pavimenti delle strade, dappertutto.

 

Fortunato Depero reclamizza se stesso come primo prodotto, attraverso carta da lettera intestata, cartelli da apporre all’ingresso di sale espositive, come quelli eseguiti per la Casa d'arte sia a Rovereto sia a New York.

Quattro Bocche Assetate

Fortunato Depero non disdegnava il buon vino. In una sua poesia del 1934 immagina di avere "quattro bocche assetate" e confessa di desiderare un vino "spesso, rotondo, carnoso, nutritivo e pieno".

Ricostruzione Futurista dell'Universo

Quando nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero firmarono il Manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo" volevano progettare una radicale trasformazione dell'ambiente umano che coinvolgesse tutti gli ambiti della vita: dall’arredo alla moda, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dal manifesto pubblicitario alla progettazione dell'oggetto d'uso.

Suicidi

L'incontro a Capri nel 1917 con Gilbert Clavel, poeta e cultore di scienze esoteriche, e col mondo internazionale dei Balletti Russi di Diaghilev, rappresentò per Depero l'incontro con nuove esperienze. Da Clavel Depero ricevette l'incarico di realizzare le illustrazioni per la propria novella "Un istituto per suicidi". Il racconto narra la vicenda di un uomo che ricorre a un "servizio pubblico di morte" per suicidarsi: le tavole a china e a carbone che lo illustrano sono caratterizzate da un audace taglio cubo-futurista.

Tarsie in panno

La moglie dell'artista Rosetta Amadori ha un ruolo centrale nell'esecuzione dei mosaici in stoffa: è lei alla guida delle operaie che ritagliavano le stoffe servendosi del cartamodello riprodotto dal disegno originale di Depero, che le imbastivano su "tela olona" e infine le cucivano a "punto sopraggitto". Grande successo all'Exposition Internationale des Arts Dècoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925 e infine alla XV Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia nel 1926.

Usignolo

Sergeij Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, commissionò nel 1916 a Depero le scene e i costumi di "Le Chant du Rossignol", il balletto ispirato alla fiaba di Andersen musicata da Strawinskij. Seppur il balletto non venne realizzato, ancora oggi la sua scenografia rappresenta l'ideale del segno sperimentatore futurista.

Veglia Futurista

Depero, con Luciano Baldessari, Carlo Belli, Fausto Melotti e altri, organizzò nel 1923 nella sua Casa d'arte questa straordinaria festa. L'episodio effimero rappresenta l'apice ma anche la conclusione di un programma volto a unificare tutte le arti.

Zoo

Per Diagilev, impresario dei Balletti Russi, Depero preparò costumi e scene per "Il giardino zoologico" di Cangiullo. Gli oggetti animati e gli animali antropomorfi che popolano le fiabe di Andersen gli ispirano opere come "L'orso bruno chauffeur", esposta in una personale a Capri nel 1917.

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