Giuliano Vangi. Colloquio con l'antico. Pisano, Donatello, Michelangelo

Mostra - da venerdì 01 lug 2022 | a martedì 01 nov 2022

  • Giuliano Vangi, "Giulia vestita di verde", 1990, marmo verde giada, statuario, Archivio Vangi

    Giuliano Vangi, "Giulia vestita di verde", 1990, marmo verde giada, statuario, Archivio Vangi

  • Giuliano Vangi, "Maddalena nuda", 2011, Archivio Vangi

    Giuliano Vangi, "Maddalena nuda", 2011, Archivio Vangi

  • Giuliano Vangi, "Bassorilievo e uomo in piedi", 2021, Courtesy Studio Copernico, Archivio Vangi

    Giuliano Vangi, "Bassorilievo e uomo in piedi", 2021, Courtesy Studio Copernico, Archivio Vangi

  •  Tino di Camaino, "San Giovanni Evangelista", 1328-1335 ca., Fondazione Cavallini Sgarbi

    Tino di Camaino, "San Giovanni Evangelista", 1328-1335 ca., Fondazione Cavallini Sgarbi

Quando
da venerdì 01 lug 2022 | a martedì 01 nov 2022
Prezzo
Intero 11 €, ridotto 7 € (biglietto unico per tutte le mostre in corso)
Credits
Da un’idea di Vittorio Sgarbi. A cura di Massimo Bertozzi e Daniela Ferrari
Dove
Mart Rovereto
Tipologia
Mostra

Il Mart dedica una mostra a Giuliano Vangi. Pittore e scultore, la sua poetica è incentrata sulla figura umana che interpreta con un linguaggio potente e contemporaneo, senza mai dimenticare l’eredità lasciata dalla grande tradizione scultorea. Ben rappresentata in mostra con opere che vanno dagli anni Sessanta a oggi, l’arte di Vangi risulta autonoma, universale, ieratica. L’originalità si manifesta nell’abilità di pittore e nella sublime capacità scultorea. Non c’è materiale che non interessi la visione plastica dell’artista: la pietra e il marmo, diversi tipi di legno, i metalli, le resine e l’avorio. In alcuni periodi realizza sculture polimateriche e policrome, utilizzando colori, smalti e vernici. La sua ricerca investe la condizione umana tutta: il senso di solitudine, lo smarrimento, le inquietudini del presente. In mostra oltre cinquanta sculture e una ventina di disegni, di cui uno sviluppato su una parete lunga 36 metri che introduce il visitatore all’interno dello spazio espositivo allestito su progetto di Mario Botta.

I lavori di Vangi dialogano con alcuni artisti gotici o rinascimentali. Dodici le opere antiche in mostra, tra cui tre disegni di Michelangelo, il Busto di Niccolò da Uzzano di Donatello, un Crocifisso di inizio Trecento di Giovanni Pisano, ma anche sculture di Jacopo della Quercia, Tino di Camaino, Agostino di Giovanni, Francesco di Valdambrino.

La mostra è l’occasione per presentare in anteprima un docufilm su Giuliano Vangi realizzato negli ultimi mesi con interviste all’artista, all’architetto Botta, a Vittorio Sgarbi, a Nicola Loi, Studio Copernico, e a Koko Okano, direttrice del Museo Vangi di Mishima. Di Emerson Gattafoni e Valeria Cagnoni, prodotto da Gekofilm S.r.l. per la televisione, il documentario dura 30 minuti. Regia di Emerson Gattafoni.

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