Di quadro in quadro
L'arte della citazione

Mostra - da sabato 13 giu 2026 | a domenica 01 nov 2026

  • Ai Weiwei, Mona Lisa Smeared in Cream, 2024, Courtesy Ai Weiwei Studio e Galleria Continua

    Ai Weiwei, Mona Lisa Smeared in Cream, 2024, Courtesy Ai Weiwei Studio e Galleria Continua

  • Flavio Favelli, "I Maestri Serie Oro (Lotto)", 2022, Courtesy l’artista, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma e Francesca Minini, Milano. Ph. Trapezio, Roveda

    Flavio Favelli, "I Maestri Serie Oro (Lotto)", 2022, Courtesy l’artista, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma e Francesca Minini, Milano. Ph. Trapezio, Roveda

  • Giorgio de Chirico, "Interno metafisico", 1926, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione Domenico Talamoni. Ph. Mart, Archivio fotografico e Mediateca

    Giorgio de Chirico, "Interno metafisico", 1926, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione Domenico Talamoni. Ph. Mart, Archivio fotografico e Mediateca

  • Felice Casorati, "Silvana Cenni", 1922, Collezione privata, Torino. Ph. Pino Dell’Aquila

    Felice Casorati, "Silvana Cenni", 1922, Collezione privata, Torino. Ph. Pino Dell’Aquila

  • Mariella Bettineschi, "L'era successiva / The Next Era (Bronzino, Maria De’ Medici)", 2019. Courtesy Mariella Bettineschi. Ph. Paolo Biava

    Mariella Bettineschi, "L'era successiva / The Next Era (Bronzino, Maria De’ Medici)", 2019. Courtesy Mariella Bettineschi. Ph. Paolo Biava

  • Giorgio Morandi, "Natura morta", 1948, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo-Parma. Ph. Archivio fotografico Magnani-Rocca

    Giorgio Morandi, "Natura morta", 1948, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo-Parma. Ph. Archivio fotografico Magnani-Rocca

  • Giulio Paolini, "Giovane che guarda Lorenzo Lotto", 1967, Sammlung FER Collection, Copyright Giulio Paolini Ph. Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

    Giulio Paolini, "Giovane che guarda Lorenzo Lotto", 1967, Sammlung FER Collection, Copyright Giulio Paolini Ph. Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

  • Ugo Nespolo, "Purple Blonde", 2025, Courtesy Ugo Nespolo. Ph. Studio Nespolo

    Ugo Nespolo, "Purple Blonde", 2025, Courtesy Ugo Nespolo. Ph. Studio Nespolo

  • Mirella Bentivoglio, "Lo specchio del cuore della consumatrice ubbidiente", 1975, Mart, Donazione Mirella Bentivoglio. Ph. Mart Archivio Fotografico e Mediateca

    Mirella Bentivoglio, "Lo specchio del cuore della consumatrice ubbidiente", 1975, Mart, Donazione Mirella Bentivoglio. Ph. Mart Archivio Fotografico e Mediateca

  • Massimo Campigli, "Omaggio a Seurat", 1954, Collezione privata, courtesy Galleria Bottegantica, Milano. Ph. Stefano Martelli, BlowUp studio, Bologna

    Massimo Campigli, "Omaggio a Seurat", 1954, Collezione privata, courtesy Galleria Bottegantica, Milano. Ph. Stefano Martelli, BlowUp studio, Bologna

Quando
da sabato 13 giu 2026 | a domenica 01 nov 2026
Prezzo
Intero 15 €, ridotto 10 € (biglietto unico per tutte le sedi del Mart)
Credits
A cura di Daniela Ferrari
Dove
Mart Rovereto
Tipologia
Mostra

Nell’arte, il termine “citazione” indica una ripresa di motivi, temi ed elementi tratti da opere precedenti, un riecheggiamento raramente letterale e, tuttavia, riconoscibile. Si potrebbe addirittura affermare che gran parte della storia dell’arte è una questione di citazioni, poiché si sviluppa a partire dalle raffigurazioni più antiche con un susseguirsi di rimandi e dialoghi serrati.
Di quadro in quadro. L’arte della citazione esplora questo fitto e affascinante reticolo di riscritture. Concepita con un andamento graduale, all’inizio più rarefatta e concettuale, poi via via più colorata, densa e pop, la mostra si articola in 8 sezioni: Vis à vis, La copia, Quadri nei quadri, Grafie, D’après, Il caso Morandi, Cover (la sezione più ampia che traghetta verso la contemporaneità) e Avida Dollars. Attraverso 150 opere provenienti dalle Collezioni del Mart e da importanti raccolte pubbliche e private e quasi 80 artisti, il percorso si sviluppa attorno all’idea che la storia dell’arte possa essere letta come una suggestiva e continua sequenza di cover: forme e temi del passato attraversano il tempo e si rinnovano continuamente.

Dal dialogo serrato tra i maestri del primo Novecento e l’antico – evidente nella copia da Raffaello di Giorgio de Chirico o quella da Correggio di Virgilio Guidi – fino al dispositivo del “quadro nel quadro”, la mostra documenta come l’atelier dell’artista sia sempre stato un luogo di riflessione e tributo verso i grandi modelli di riferimento. Pittori come Felice Casorati, Filippo de Pisis e Renato Guttuso inseriscono espliciti richiami ai capolavori del passato o alle loro stesse opere, trasformando la superficie pittorica in una complessa stratificazione di memorie visive.
Con l’avvento della fotografia prima e della cultura pop poi, il concetto di riproducibilità tecnica analizzato da Walter Benjamin si amplifica, scardinando l’idea tradizionale di unicità dell’opera. La mostra mette in luce questo passaggio cruciale attraverso i lavori di autori contemporanei come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Francesco Vezzoli, la cui ricerca si fonda sull’appropriazione e sul gioco ironico dell’identificazione con il maestro del passato.
L’esposizione tocca infine la contemporaneità e i linguaggi dei mass media, nei quali immagini intramontabili come la Monna Lisa o le Veneri iconiche cedono il passo, o si fondono con i miti del cinema, o ancora vengono inglobate nei meccanismi di consumo e produzione di massa, secondo una linea che va dalla rivoluzione pop di Andy Warhol alle provocazioni concettuali di Piero Manzoni.
Tra riscritture digitali, calembour visivi e riflessioni sulla mercificazione della bellezza, la mostra invita il pubblico a interrogarsi non solo su che cosa si sta guardando, ma su come lo si fa e soprattutto sul potere dello sguardo stesso.

Il progetto culturale coinvolge il pubblico in un gioco di specchi che richiede attenzione, coinvolgimento, complicità; alla ricerca di connessioni e collegamenti, alcuni lampanti, espliciti, altri sottesi, sussurrati: un ambiente che sollecita la nostra memoria visiva e ci invita a riconoscere echi del passato, non solo nelle opere degli artisti che all’inizio del XX secolo hanno affermato l’importanza di guardare ai Maestri (Giorgio de Chirico, Achille Funi, Felice Casorati), ma anche in quelle dei protagonisti della seconda metà del Novecento (Mario Schifano, Giulio Paolini, Andy Warhol) e nell’arte del nostro tempo (Francesco Vezzoli, Vik Muniz, Ai Weiwei).

 

Tutti gli artisti in mostra
Stefano Arienti, Giacomo Balla, Paolo Baratella, Mary Ellen Bartley, Mirella Bentivoglio, Carlo Benvenuto, Gianni Bertini, Bertozzi & Casoni, Mariella Bettineschi, Mike Bidlo, Umberto Boccioni, Niccolò Boldrini, Giulio Bonasone, Pompeo Borra, Corrado Cagli, Chiara Calore, Massimo Campigli, Agostino Carracci, Felice Casorati, Mario Ceroli, Vittoria Chierici, Luca Coser, Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Bruno Di Bello, Andrea Facco, Flavio Favelli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Andrea Francolino, Achille Funi, Omar Galliani, Giorgio Ghisi, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Alain Jacquet, Jiří Kolář, Ketty La Rocca, Maria Lai, Roy Lichtenstein, Mario Mafai, Piero Manzoni, Lucia Marcucci, Arnold Mario Dall’O, Gino Marotta, Nino Migliori, Rolando Mignani, Aldo Mondino, Giorgio Morandi, Vik Muniz, Ugo Nespolo, Anna Oberto, Luigi Ontani, Luciano Ori, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Carlo Pasini, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Fausto Pirandello, Michelangelo Pistoletto, Décio Pignatari, Piero Pizzi Cannella, Concetto Pozzati, Marcantonio Raimondi, David Reimondo, Mimmo Rotella, Salvo, Sarenco, Mario Schifano, Gregorio Sciltian, Gino Severini, Emilio Tadini, Armando Testa, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Ai Weiwei.

 

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