Altri Quadri
Artisti e immagini in movimento
Evento - da giovedì 15 ott 2026 | a giovedì 04 mar 2027
- Quando
- da giovedì 15 ott 2026 | a giovedì 04 mar 2027
- Prezzo
- Gratuito
- Dove
- Mart Rovereto, Auditorium Fausto Melotti
- Tipologia
- Evento
Prosegue con una nuova edizione la rassegna dedicata ai video d'artista “Altri Quadri. Artisti e immagini in movimento”. I sei appuntamenti a cadenza mensile, da ottobre 2026 a marzo 2027, prevedono la proiezione di film, video sperimentali o documentari nati dall'incontro tra le tecniche del cinema e i linguaggi dell’arte. Una vera e propria stagione culturale curata da Martina Melilli e Silvana Fiorese e organizzata dalle istituzioni che sul territorio si occupano di contemporaneo: Mart, Centro Santa Chiara e Nuovo Cineforum Rovereto.
Tutti i film in programma saranno presentati in prima italiana, elemento distintivo di questa nuova edizione.
Gli appuntamenti sono pensati come uno spazio di incontro e condivisione durante il quale il pubblico possa conoscere e dialogare con le artiste e gli artisti che di volta in volta saranno presenti. Durante l’aperitivo iniziale, offerto da Cavit, main sponsor del Mart, sarà possibile incontrare gli organizzatori, le artiste e gli artisti e instaurare relazioni informali.
Ingresso gratuito. Per informazioni: eventi@mart.tn.it
PROGRAMMA
Giovedì 15 ottobre 2026 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con Anna Moreno, Bernardo Zanotta
e Martina Melilli
A seguire proiezione:
The Terminal Beach (2024-2025, Spagna, 30')
Lingua: arabo, francese; sottotitoli: italiano
The Terminal Beach, co-diretto con il cineasta brasiliano Bernardo Zanotta, è un road movie che documenta lo stato attuale di un insediamento nomade costruito nel 1979 da Ricardo Bofill nel Sahara algerino, su commissione dell'allora presidente Houari Boumédienne. La costruzione appartiene al periodo utopico dell'architetto, quando il suo studio, il Ricardo Bofill Taller d'Arquitectura (RBTA), funzionava come un gruppo eterogeneo di architetti, poeti, pittori e altri creatori. Quello che era stato pensato come un complesso residenziale moderno è rimasto infine incompiuto, e oggi rivela la tensione tra i sogni di quell'epoca e la realtà delle eredità coloniali moderne.
Giovedì 5 novembre 2026 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con
Daria Friedman, artista
Martina Melilli, curatrice della rassegna
A seguire proiezione:
Sky Woman Women (2024, USA, 53')
Lingua: inglese; sottotitoli: italiano
Il progetto Sky Woman Women dà voce a diciotto donne appartenenti alle comunità Mohawk, Seneca e Tuscarora, che si narrano a vicenda la storia di Sky Woman in una conversazione corale che include lo spettatore come parte del cerchio. La trasmissione di questo mito di creazione Haudenosaunee è tradizionalmente affidata agli uomini: qui, invece, un collettivo multigenerazionale di donne tra gli 8 e gli 80 anni rimette in circolo questa filosofia indigena, intrecciando le sue lezioni con il futuro incerto, il bisogno di creare e mostrando come apprendimento e cambiamento nascano dal ritrovarsi a parlare insieme. Il mito racconta di una donna incinta che cade attraverso un varco nel cielo e crea un mondo intero da una manciata di terra: una guida, dal punto di vista femminile, al rapporto di parentela e interdipendenza con il mondo naturale.
Giovedì 3 dicembre 2026 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con
Basma Al-Sharif, artista
Martina Melilli, curatrice della rassegna
A seguire proiezione:
Old Masters (2025, 13'13)
Lingua: inglese; sottotitoli: italiano
Morgenkreis (Morning Circle) (2025, Germania, 20'31)
Lingue: arabo, armeno e tedesco, sottotitoli: inglese e italiano
Girato al Gothenburg Museum of Art nella primavera del 2025, Old Masters è un omaggio a Elephant di Alan Clarke (1989), ispirato anche all'omonimo film di Gus Van Sant (2003): il video segue i suoi protagonisti attraverso le sale del museo e un giardino di aranci a Gaza, aprendo, in dialogo con altri artisti, uno spazio di riflessione sul ruolo del testimone. L'opera torna sulle domande sollevate in un lavoro precedente di Al-Sharif, Ouroboros (2017), elegia visiva per Gaza concepita quasi dieci anni fa, chiedendosi cosa sopravviva e cosa venga distrutto: mentre a Gaza si consuma un genocidio, queste domande restano urgenti e danno forma al nuovo lavoro dell'artista.
Morning Circle traccia i contorni intimi e politici dell'esilio e della morale coloniale. Seguendo un padre e un figlio nei ritmi quieti del primo mattino, il film rivela gradualmente il peso della separazione e dello sradicamento, così come le violenze sottili dell'assimilazione: un padre parla al figlio in arabo, rispondendo in armeno alle domande poste da un'autorità tedesca non vista, incarnando le tensioni dell'appartenenza e dell'estraneità. Rituali domestici, scambi affettuosi e routine istituzionali portano con sé il peso della storia, e i gesti ordinari di cura diventano atti di riflessione e resistenza silenziosa, mostrando come l'infanzia stessa sia intrecciata a questioni di sopravvivenza, identità e appartenenza.
Giovedì 14 gennaio 2027 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con
Tea Paci, direttrice artistica di Ekrani i Artit
Martina Melilli, curatrice della rassegna
A seguire proiezione:
Harresë e gjetur, Sibora Hoxha (2025, 10')
Oktapodi, Lori Lako (2012, 5')
The Censorship of Flowers, Gerta Xhaferaj (2024, 8')
Untitled #2, Lek M. Gjeloshi (2016, 7')
Object X, Ilir Tsouko (2026, 7')
Lingua: albanese; sottotitoli: italiano
Fondato nel 2017 dall'artista Adrian Paci a Shkodër, in Albania, Ekrani i Artit è oggi una delle piattaforme culturali più rilevanti dei Balcani dedicate al cinema sperimentale, alla videoarte e alla cultura visiva contemporanea. Il festival, che ogni anno trasforma la città in un palcoscenico diffuso fatto di proiezioni, mostre, performance e incontri pubblici, è organizzato dalla Art House Foundation, lo spazio nato nella casa di famiglia di Paci, insieme ad Anima Pictures, e mette in dialogo artisti, filmmaker, curatori e ricercatori provenienti dall'Albania e dall'estero.
Quest'anno, Ekrani i Artit ha lanciato una open call non competitiva dedicata a giovani artisti e filmmaker albanesi, provenienti sia dall'Albania che dalla diaspora, con l'obiettivo di rafforzare il legame del festival con le nuove generazioni della scena audiovisiva locale.
Una selezione di queste opere verrà presentata in occasione della V edizione di Altri Quadri, a presentare i lavori Tea Paci, direttrice artistica del festival, ci racconterá del lavoro che Ekrani i Artit porta avanti con le giovani generazioni.
Giovedì 12 febbraio 2027 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con
Assaf Gruber, artista
Martina Melilli, curatrice della rassegna
A seguire proiezione:
Never Come Back (2023 | Germania / Austria | 18')
Lingua: inglese; sottotitoli: italiano
Nel deposito della Neue Galerie Graz, luogo che sottrae le cose allo sguardo, ma le protegge anche da giudizi storici troppo schematici, un musicista nudo lavora in solitudine a una composizione, chiuso in uno spazio che ricorda una gabbia. La sua ispirazione viene da artisti sospesi in una zona grigia tra aspirazioni moderniste ed entusiasmo per il nazismo, le cui opere uniscono gusto per l'esotico, patriottismo, fervore religioso ed erotismo. A poco a poco il protagonista lascia emergere una melodia familiare, riconoscibile dalle piste da ballo di tutta Europa, ma di cui pochi hanno mai ascoltato davvero il testo, sorprendentemente imperialista. Commissionato da steirischer herbst '22, il film prosegue l'indagine di Gruber sul retroscena delle istituzioni artistiche ed è stato candidato a diversi premi, tra cui l'Ammodo Tiger Short Award all'IFFR.
Giovedì 4 marzo 2027 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Ore 18.00
Aperitivo e talk con
Lucy Beech, artista
Martina Melilli, curatrice della rassegna
A seguire proiezione:
Out of Body (2025, Germania, 22')
Lingua: inglese; sottotitoli: italiano
Un viaggio attraverso confini che consideriamo essere fissi: tra specie, tra corpo umano e animale, tra scienza e mito. Seguendo i materiali di scarto nel loro passaggio attraverso impianti industriali, laboratori e corpi viventi, Out of Body costruisce un'esperienza visiva e sonora ipnotica, dove documentario, poesia e reenactment si confondono. La voce di Logan February, che recita una serie di poesie composte da linguaggi presi in prestito dalla scienza riproduttiva alla psicoanalisi, dalla spiritualità alla meccanica dei fluidi, accompagna lo spettatore in un territorio sotterraneo e nascosto, fatto di tubi, membrane e orifizi, dove il controllo sui corpi viene continuamente immaginato e messo in scena.




