
Estratto dal testo in catalogo "Eugenio Prati: “da nessuno apprese” ma fu al centro dell’arte internazionale", di Gabriella Belli
Nel cono d’ombra della storia dell’arte dell’Ottocento, dove la storiografia internazionale ha relegato in un posto secondario rispetto alla fin troppo osannata pittura francese, molta pittura italiana, si nascondono alcune tra le più importanti avventure artistiche del nostro Paese, cui non fa certo difetto la qualità altissima delle prove pittoriche e l’originalità di scelte affatto confinate in ambiti provinciali, ma ampiamente edotte sulle novità delle rivoluzioni artistiche, che fecero proprio dell’Ottocento, il secolo in cui germinarono le più audaci premonizioni dell’arte contemporanea.
Proprio per questo, il secolo XIX, secolo della luce o secolo del vero- secondo definizioni che non si possono che condividere- rappresenta ancora oggi una grande scommessa per la critica d’arte, soprattutto per quanto riguarda l’opportunità di recuperare alla storia dell’arte internazionale personalità e opere di tutto rilievo, fonti di incredibili quanto inusitate scoperte, che poco o nulla hanno da invidiare alle più note e fortunate espressioni artistiche di quel secolo.
Fatto salvo il periodo un po’ paludato dalle convenzioni accademiche, che hanno caratterizzato molta pittura del nostro romanticismo storico- fa naturalmente eccezione l’opera di alcuni grandissimi pittori come Francesco Hayez- è proprio nel secolo XIX infatti, nella sua seconda metà in particolare, che prende avvio anche in Italia quel processo di azzeramento del canone classico e di rinuncia ai generi storico-mitologici, che porterà direttamente nel cuore delle avanguardie del primo ‘900.
E’ un percorso che in prospettiva storica riesce oggi ad essere facilmente letto come continuità e progresso dell’invenzione artistica, supportata evidentemente da quel radicale cambiamento della società civile e delle sue classi sociali, che saranno di fatto i nuovi fruitori e i nuovi committenti delle arti figurative e che molto incideranno sul cambiamento della pittura, dei suoi generi e delle sue stesse tecniche pittoriche.
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dal 5 dicembre 2009
al 25 aprile 2010