Salvatore Scarpitta - Sal’s red hauler special, 1966-67
Fortunato Depero - Flora magica per la scenografia di Le Chant du Rossignol, (1917)
Prampolini - Apparizione magica, (1929)
Fortunato Depero - Grattacieli e tunnel, 1930opo la morte di Umberto Boccioni, nel 1916, il programma di Ricostruzione futurista dell'universo diventa il tratto essenziale del “secondo futurismo”. Gli esiti sono concreti e molteplici: dall'arredo alla moda, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dal manifesto pubblicitario all'oggetto d'uso. Balla e Depero, ma anche Tullio Crali, Enrico Prampolini e Thayaht, hanno addirittura anticipato di parecchi decenni il ruolo dell’artista come promotore di se stesso attraverso l’editoria, la corrispondenza e la fotografia. I temi centrali di "Ricostruzione futurista dell'universo" fanno da filo conduttore del percorso espositivo: Scena, Movimento, Volo, Autopromozione, Io/ombra, Automa.
Non stupisca se la primissima opera proposta al visitatore è “Sal's Red Hauler Special”, il veicolo da corsa che Salvatore Scarpitta realizzò nel 1966, ispirandosi alle indagini futuriste su velocità e movimento. Lungi dal proporre un fuori programma, si intende invece offrire una testimonianza dell’eredità del Futurismo, che continua ad ispirare i protagonisti dell’arte contemporanea. Opere, fotografie, libri e corrispondenza provengono dall’archivio Mart, ricchissimo giacimento culturale dal quale si è attinto per regalare all’esposizione un senso più profondo della longevità del movimento protrattasi ben oltre la vita stessa degli artisti.