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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Mario Radice - "Crollo", 1939-1942, acquerello su carta, 19,3 x 25 cm. Mart, Archivio del ′900, fondo Mario Radice
  • Mario Radice - "La partita di pallone", 1933. Mart, collezione privata
  • Mario Radice - Composizione R.S.E.R., 1985. Olio su tela, 36 x 30 cm. Mart, collezione privata

Mario Radice
Architettura, numero, colore

 
Mart Rovereto
15 febbraio 2014 / 08 giugno 2014
"Il così detto astrattismo non esiste affatto. Tutto esiste già nel campo infinito della natura"
Mario Radice
La mostra, curata da Giovanni Marzari, nasce dalla volontà di valorizzare la preziosa documentazione del Fondo Radice, donato dalle figlie dell’artista al Mart e conservato nell’Archivio del ‘900 del Mart. Si tratta di un patrimonio straordinario composto da circa 1.700 pezzi, in prevalenza disegni e schizzi per opere pittoriche, progetti di architettura e design.
 
I

l nucleo di materiali autografi, tra cui si contano anche numerose fotografie, è qui esposto per la prima volta e messo a confronto con opere straordinarie provenienti dalla collezione dal Mart e da altri musei e istituzioni nazionali.

 

Il percorso artistico di Mario Radice (Como 1898 - Milano 1987), alla luce dei ricchi ed inediti materiali archivistici, suggerisce una rilettura storico-critica sull’astrattismo italiano che non solo approfondisce le vicende delle origini, radicate nel clima degli anni Trenta, ma getta nuova luce sui fitti intrecci con la grande stagione architettonica del Razionalismo.


La mostra “Mario Radice. Architettura numero colore”, nel delineare il profilo di uno tra i massimi esponenti del gruppo degli astrattisti comaschi, precursore e figura di spicco nel panorama culturale italiano del '900, si sviluppa lungo un percorso costruito sia all'interno della biografia dell'artista, sia grazie al confronto con le opere di quegli architetti e pittori che costituiscono le punte più avanzate dell'avanguardia artistica italiana.
 

Così, attraverso la figura di Mario Radice, si possono interpretare i fermenti e gli esiti di quel movimento dell’arte italiana, cresciuto tra le due guerre, dominato dalla ricerca dell’armonia, della disciplina e dell’ordine e regolato dal culto della geometria, della proporzione e del rigore compositivo, del «colore in quanto colore» e delle «forme in quanto forme».

 

Risorse sul web
Un set di immagini su flickr

A cura di Giovanni Marzari

El Lissitzky

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chiamata a raccolta

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