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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Giorgio de Chirico, Due figure mitologiche (Nus antiques, Composizione mitologica)
  • Giorgio Morandi, Natura morta, 1960
  • Anselmo, Entrare nell'opera, 1971
  • Mario Merz, Chiaro Oscuro, 1983

Le Collezioni
L'invenzione del moderno
L'irruzione del contemporaneo

Mart Rovereto
"Inseguire l'eccedenza dell'arte è la logica del Mart "
Gianfranco Maraniello
Con la presentazione di Le Collezioni il Mart attraversa oltre un secolo di storia dell’arte italiana e internazionale. In un allestimento fortemente coerente con l'architettura di Mario Botta, vengono presentati i maggiori capolavori delle raccolte museali. Il Mart si conferma una grande macchina didattica i cui punti di forza sono il dialogo con il grande pubblico e la qualità della proposta culturale.
 
L

a Collezione del Mart, costituita nel tempo grazie a una lungimirante politica di acquisizioni, depositi e donazioni, è composta da circa ventimila opere. Il nuovo allestimento è un percorso storico-artistico di carattere cronologico con affondi tematici che sottolinea la grande continuità tra le tendenze che hanno caratterizzato la storia dell’arte dalla fine dell’800 a oggi. Attraverso il ’900 e le sue anime – le avanguardie e il futurismo da un lato e gli arcaismi e le declinazioni metafisiche dall’altro, le rotture delle ricerche della seconda metà del secolo –, fino alle sperimentazioni della contemporaneità e i nuovi media, il Mart invita a delineare i perimetri dell’arte e a superarli.

Il progetto espositivo, che avrà carattere continuativo con periodiche modifiche, inserimenti e rotazioni, si divide in due sezioni: "L’invenzione del moderno" e "L’irruzione del contemporaneo".
Attraverso preludi ancora ottocenteschi (Medardo Rosso) si entra nel XX secolo, teatro da una parte della rottura delle avanguardie e dall’altra del recupero stesso della tradizione. Le sale dedicate ai futuristi Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo, Fortunato Depero, Enrico Prampolini ospitano anche rari e preziosi documenti provenienti dai fondi archivistici del Mart, sede del Centro Internazionale Studi sul Futurismo. Seguono Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Massimo Campigli, Alberto Savinio, Mario Sironi, Arturo Martini e Marino Marini. Approfondimenti monografici dedicati a grandi maestri come Felice Casorati, Giorgio Morandi e Fausto Melotti chiudono l’itinerario lasciando il posto a "L'irruzione del contemporaneo".
Il percorso al secondo piano è dedicato alle opere delle Collezioni fra gli anni Cinquanta e i nostri giorni, un periodo in cui, sulla scorta delle rotture del primo Novecento, si consolidano i linguaggi della contemporaneità. L’allestimento evidenzia lo spazio dell’architettura del Mart e dà ampio respiro alle opere attraverso grandi ambienti in cui si susseguono quadri, sculture, video e installazioni. Il percorso cronologico si sviluppa attorno alle opere di alcuni protagonisti del secondo Novecento: Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Jannis Kounellis, Salvatore Scarpitta, Grazia Toderi. Da febbraio 2017 il nuovo allestimento ospita, inoltre, lavori rappresentativi delle ricerche minimaliste e concettuali di Joseph Kosuth, Hanne Darboven e Hamish Fulton. Completano il percorso le sale dedicate alle ricerche contemporanee di un gruppo eterogeneo di autori, tra cui Adrian Paci e Mark Leckey, votato all’approccio sperimentale e testimone delle dinamiche successive alla caduta del Muro di Berlino.

 

 

 

 
Giardino delle sculture

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