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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi, "I diari di Angela. Noi due cineasti", 2019, frame da video, Mart
  • Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi, "I diari di Angela. Noi due cineasti", 2019, frame da video, Mart
  • "I diari. Yervant Gianikian Angela Ricci Lucchi", photo Mart, Jacopo Salvi
  • "I diari. Yervant Gianikian Angela Ricci Lucchi", photo Mart, Jacopo Salvi

I diari
Yervant Gianikian
Angela Ricci Lucchi

 
Mart Rovereto
22 febbraio 2020 / 23 agosto 2020
Una mostra dedicata allo storico duo che ha indagato i grandi drammi del Novecento, in bilico tra cinema sperimentale e arti visive.
 
N

ei primi anni Duemila il Mart ha avviato un’importante collaborazione con Yervant Gianikian (1942) e Angela Ricci Lucchi (1942-2018), vincitori nel 2015 del Leone d'Oro alla Biennale d'Arte di Venezia.
Celebrato dalle istituzioni culturali più importanti del mondo, lo storico duo ha dedicato gli ultimi decenni del proprio lavoro a indagare i grandi drammi del XX secolo - diaspore, guerre, genocidi - a partire da una rilettura di pellicole ritrovate e materiali d'archivio.
A due anni esatti dalla morte di Angela Ricchi Lucchi, il Mart rinnova il sodalizio con la coppia artistica presentando l'ultima produzione entrata a far parte delle Collezioni: I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo (2019). Un racconto poetico che, attraverso filmati d’archivio e materiali cartacei raccolti in oltre quarant’anni, rivela parte della vita dei due registi. Il resoconto autobiografico di una delle più complesse e originali esperienze cinematografiche è un collage che mescola la storia di Yervant e Angela a quella delle loro produzioni, che assembla privato e pubblico, famiglia e lavoro, pensieri e cantieri, presente e passato.
L'opera dialoga in mostra con il Trittico del XX secolo (2002-2008): una videoinstallazione a cinque canali coprodotta dal Mart, presentata al pubblico nel 2008 e riallestita per l'occasione negli ampi spazi del secondo piano. Anche in questo caso i materiali d’archivio e il recupero di documenti sono alla base di una complessa riscrittura della storia, in una narrazione che ne denuncia contraddizioni e storture.
Scomposti, fotografati, proiettati, i vecchi fotogrammi divengono archivi vivi; i dettagli mai illuminati costruiscono nuovi tasselli per la memoria collettiva; le immagini rimontate generano nuove testimonianze.

 

Per saperne di più:
 

  • Guarda il video della mostra:


A cura di Denis Isaia

Comunicato stampa

Comunicato stampa

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