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Minimal Art

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La Minimal Art si sviluppa verso la metà degli anni Sessanta negli Stati Uniti, grazie al lavoro di artisti impegnati nella creazione di dipinti o sculture dalle forme elementari, primarie, che riducono al minimo la quantità di elementi espressivi, puntando alla cancellazione di tutte le informazioni visive superflue. Eliminando ogni significato implicito, la Minimal Art mira all’individuazione delle componenti strutturali elementari, rifiuta gli eccessi decorativi e propende per un’economia assoluta del messaggio artistico.

Importanza primaria è attribuita alle forme pure e geometriche, soprattutto il quadrato e il rettangolo, le linee ortogonali, il cubo e il parallelepipedo. La scultura che ne deriva si fonda su nessi costruttivi solidi, assume l’angolo retto come elemento portante e rende evidenti i nessi strutturali con un intento quasi didattico. Il prodotto artistico si identifica, così, con la sua struttura, la rappresentazione viene posta in secondo piano rispetto ad elementi come superfici, forme, angoli, spessore e colori. La forma non è più soltanto un mezzo espressivo, ma diviene essa stessa contenuto, opera d’arte: il supporto, la materia, il colore, prendono il posto della rappresentazione.

Come nell’Anti-Form i materiali non appartengono quasi mai alla tradizione artistica e sono per lo più semplici, artigianali o di produzione industriale: ferro, acciaio, alluminio, legno, plexiglas ecc. L’uso di questi materiali rivela la volontà degli artisti di negare i postulati formali e strutturali su cui si fonda l’opera d’arte tradizionale. L’oggetto artistico minimalista può anche assumere dimensioni enormi o addirittura le forme dell’ambiente, in opere che l’osservatore può manipolare e percorrere, realizzando attraverso la fruizione pratica un’esperienza estetica completa.

Le Va, Barry
Shattered on Center, on Edge (Simultaneously), 1968-69
materiali vari,  183x183 cm
Mart, Collezione Ileana Sonnabend, Rovereto
Uncini, Giuseppe
Cementarmato lamiera, 1959
Ferro e cemento,  cm 187 x 195 x 10
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Uncini, Giuseppe
Traliccio, 1960-61
Cemento e ferro,  cm 210 x 79 x 73
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Uncini, Giuseppe
Cementarmato, 1959
cemento e ferro armato,  cm 102x105x3
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
 
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