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La Pop Art, dai quadri d'America all'arte italiana

Comparsa in Gran Bretagna alla fine degli anni cinquanta, ma sviluppatasi poi soprattutto negli Stati Uniti nel decennio successivo, la Pop Art ha rappresentato uno dei più importanti fenomeni artistici del dopoguerra, allargando in breve la sua influenza a tutto il mondo occidentale.

Il temine “pop” è un abbreviazione dell’aggettivo inglese popular e definisce una forma d’arte che mira a restituire in modo immediato e comprensibile gli aspetti più tipici della società da cui scaturisce, vale a dire la società massificata, opulenta e tecnologica, rappresentata al massimo grado proprio dagli Stati Uniti. In netta contrapposizione con l’eccessivo intellettualismo dell’Espressionismo Astratto, la Pop Art si appropria degli oggetti, dei miti e dei linguaggi della società dei consumi e da questi fenomeni attinge le sue motivazioni.

In questo senso, la Pop Art è davvero una forma di realismo perfettamente adeguato a ciò che vuole descrivere: gli artisti interpretano, infatti, i temi e i miti propri della cultura di massa utilizzando il linguaggio e i mezzi espressivi che la caratterizzano (televisione, cinema, riviste illustrate, fumetti), con un atteggiamento disincantato che è solo all’apparenza celebrativo, mentre in realtà è ironico e dissacrante.

Gli esponenti della Pop Art rinnovano i sistemi di produzione artistica, introducendo l’uso di strumenti e mezzi non tradizionali, come il collage, la fotografia, il cinema, il video. Del resto, essi stessi hanno alle spalle professioni legate all’industria culturale: Warhol era stato designer di scarpe, Lichtenstein vetrinista, Oldenburg grafico, Wesselmann disegnatore di fumetti, mentre Rosenquist aveva esperienza di cartellonistica pubblicitaria. I temi che raffigurano sono estremamente vari e attingono dall’universo del quotidiano: prodotti di largo consumo, oggetti di uso comune, personaggi del cinema e della televisione, immagini di cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali.

Adami, Valerio
La salle de bain, 1968
Acrilico su tela,  cm 120 x 194
Mart, Rovereto
Lichtenstein, Roy
Wall Explosion II , 1965
Smalto su metallo,  cm 195 x 213 x 14
Mart, Collezione Ileana Sonnabend, Rovereto
Lichtenstein, Roy
Hot dog, 1964
Smalto su lamiera,  cm 62 x 122
Mart, Collezione Ileana Sonnabend, Rovereto
Rauschenberg, Robert
Kite , 1963
Olio e colore serigrafato su tela,  cm 213 x 152
Mart, Collezione Ileana Sonnabend, Rovereto
 
Rotella, Mimmo
Objet trouvé, 1969
Carta su tela,  cm 111 x 75
Mart, Rovereto
Rotella, Mimmo
Not in Venice , 1959
retro d'affiche su tela,  cm 95 x 72
Mart, Collezione privata, Rovereto
Scarpitta, Salvatore
Sal’s Red Hauler Special, 1966-67
auto da corsa,  cm 110 x 270 x 128
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Schifano, Mario
Giallo cromo , 1962
Smalto su carta applicata su tela,  cm 200 x 120
Mart, Collezione privata, Rovereto
 
Schifano, Mario
Coca Cola, 1972
Acrilico su tela,  cm 200 x 205,5
Mart, Rovereto
Schifano, Mario
I futuristi , 1982
smalti su tela,  cm 90,5x202,5
Mart, Rovereto
Wesselmann, Tom
Seascape n. 14, 1966
olio e carbone su plexiglas,  cm 168x100
Mart, Collezione Ileana Sonnabend, Rovereto
 
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