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Futurismo

Arte, quadri, e immagini del futurismo italiano

Il futurismo è una delle principali avanguardie storiche del Novecento, il cui atto di fondazione è rappresentato dal “Manifesto del futurismo”, pubblicato sul quotidiano francese “Le Figaro” nel 1909 dal poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti.

Esprimendo le proprie convinzioni attraverso una folta serie di manifesti, i futuristi proclamano la rottura con il passato e l’arte tradizionale, esaltando il mito del progresso, della velocità e della macchina. Il caos delle metropoli industriali, le folle in movimento, i treni e le automobili che sfrecciano rappresentano i nuovi soggetti della pittura futurista. “Un automobile in corsa è più bella della Nike di Samotracia”, afferma con intento provocatorio Marinetti nel Manifesto del 1909.

In campo artistico i futuristi sostengono l’esigenza di opporre all’arte antica una pittura dinamica, capace di catturare la velocità  e le vibrazioni degli oggetti in movimento. Il dinamismo dei treni, degli aeroplani, delle masse multicolori e delle azioni quotidiane è reso attraverso colori e pennellate che mettono in evidenza le spinte propulsive delle forme. La costruzione è spesso composta da linee spezzate e veloci, da tasselli spigolosi di colore.

Se in un primo momento lo stile futurista appare influenzato dal Divisionismo, il movimento sorto in Italia parallelamente al post-impressionismo francese, se ne distacca assai presto, orientandosi verso la scomposizione delle forme e la frammentazione ritmata della realtà, con esiti molto vicini a quelli raggiunti in Francia dal Cubismo negli stessi anni.

Il futurismo vive un ulteriore sviluppo nel 1915 con il “Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo”, firmato da Balla e Depero. Il nuovo manifesto esprime l’esigenza di un’arte totale, estesa a tutti gli ambiti dell’esistenza: dalla musica alla cucina, dalla moda al teatro, dal design alla pubblicità. In esso si legge: “Vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell’universo, poi li combineremo insieme […] per formare dei complessi plastici che metteremo in moto”.

Balla, Giacomo
Velo di vedova + paesaggio (Corazzata + vedova + vento), 1916
Olio su tela,  cm 105 x 110
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Balla, Giacomo
Numeri innamorati, 1924 ca.
Olio su tela ,  cm 77 x 56
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Balla, Giacomo
Velocità d'automobile (Velocità n. 1), 1913
China acquarellata su carta foderata,  cm 46,5 x 60
Mart, Collezione L.F., Rovereto
 
Balla, Giacomo
Compenetrazione iridescente n. 4 (Studio della luce), 1912
olio e matita su carta intelata,  cm 49,5 x 42 (55 x 76)
Mart, Collezione privata, Rovereto
 
Boccioni, Umberto
La moglie di Balla con la figlia, 1906 ca.
Pastello su carta,  cm 96,5 x 71
Mart, Rovereto
Carrà, Carlo
Ciò che mi ha detto il tram, 1911
Olio su tela,  cm 52 x 62
Mart, VAF - Stiftung, Rovereto
Crali, Tullio
Incuneandosi nell'abitato (In tuffo sulla città), 1939
Olio su tela ,  cm 130 x 155
Mart, Rovereto
 
Depero, Fortunato
Depero Futurista. Dinamo Azari (Libro imbullonato), 1927
Libro imbullonato,  cm 24,5 x 32
Mart, Rovereto
 
Depero, Fortunato
La rissa, 1926
Olio su tela,  cm 149 x 255
Mart, Rovereto
    
Depero, Fortunato
Movimento d'uccello, 1916
Olio, tempera e smalto su tela,  cm 100 x 135
Mart, Rovereto
    
Depero, Fortunato
Rotazione di ballerina e pappagalli, 1917-1918
Olio su tela ,  cm 140,5 x 89,5
Mart, Collezione privata, Rovereto
Depero, Fortunato
Campanelli. Tavola onomalinguistica, 1916
Inchiostro su carta,  cm 46 x 36
Mart, Rovereto
 
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