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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Carlo Alfano e “Tempi di un percorso circolare”, 1968. Foto © Archivio Mimmo Jodice
  • Carlo Alfano e un’opera della serie “Frammenti di un autoritratto anonimo”, 1972. Foto Luciano d'Alessandro, Courtesy ARCHIVIO ALFANO
  • Carlo Alfano, “Autoritratto con Flavia, nastro n. 0,2”, 1969. Foto © Archivio Mimmo Jodice, Courtesy ARCHIVIO ALFANO

Carlo Alfano
soggetto spazio soggetto

 
Mart Rovereto
05 novembre 2017 / 18 marzo 2018
Prima grande retrospettiva prodotta da un’istituzione, la mostra monografica esplora l’opera dell’artista che ha segnato gli sviluppi delle ricerche concettuali italiane. In collaborazione con ARCHIVIO ALFANO.
 
I

l Mart di Rovereto prosegue l’indagine dedicata all’opera degli artisti che nel secondo Novecento, superando i confini delle pratiche tradizionali, hanno contribuito in maniera determinante a ridefinire l’orizzonte delle ricerche contemporanee.
L’esposizione monografica è la prima importante retrospettiva sull’opera di Carlo Alfano prodotta da un’istituzione. Muovendo da un nucleo di lavori raramente esibiti o da anni assenti dalla scena espositiva internazionale, la mostra illustra il percorso creativo dell’artista dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta. Cinquanta opere, molte delle quali di grandi dimensioni, testimoniano gli sviluppi di una ricerca non ancora pienamente indagata.

Dopo gli esordi legati alla pittura Informale degli anni Cinquanta, Carlo Alfano (1932-1990) avvia una riflessione dedicata ai meccanismi della visione e della percezione, che dalla produzione di opere d’arte cinetica approda alla realizzazione di ambienti tridimensionali. Dalla fine degli anni Sessanta l’attitudine analitica che lo contraddistingue assume con sempre maggiore evidenza i caratteri della ricerca concettuale. Ampiamente rappresentata in mostra, questa stagione è caratterizzata da elementi linguistici e filosofici che indagano lo spazio e il tempo, l’individuo e l’altro da sé. Tra i lavori più famosi si distinguono la serie delle Distanze e l’opera Stanza per voci, installata per la prima volta nella versione a doppio telaio, il ciclo Frammenti di un autoritratto anonimo, cominciato nel 1969 e concluso solo con la scomparsa dell’artista. Nel corso degli anni Settanta e con più continuità nel decennio successivo, l’opera di Alfano torna alla figurazione trattando soggetti mitologici e riferimenti iconografici della storia dell’arte, senza però rinunciare alla dimensione autoriflessiva che ne contraddistingue gli esiti fino alle ultime realizzazioni.
Il percorso illustra gli sviluppi della ricerca di Alfano con particolare attenzione agli aspetti allestitivi, restituendo al visitatore l’inclinazione teatrale che caratterizza tutta la sua opera. In mostra lavori provenienti da importanti collezioni private e da istituzioni pubbliche, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il Museo d’Arte contemporanea Donnaregina di Napoli.
Disponibile il italiano e in inglese, la monografia con contribuiti di Flavia Alfano, Maria De Vivo, Stefano Ferrari, Denis Isaia, Gianfranco Maraniello e Andrea Viliani costituisce la più esaustiva raccolta delle opere dell’artista resa possibile grazie alla collaborazione con l’ARCHIVIO ALFANO.

 

A cura di Denis Isaia e Gianfranco Maraniello

Comunicato stampa

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Programma mostre 2017

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Francesco Lo Savio

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